Elecsys® HIV DUO

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Test in-vitro per la determinazione qualitativa in elettrochemiluminescenza dell’antigene p24 e degli anticorpi anti-HIV nel siero e nel plasma umani

Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’agente responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), appartiene al gruppo dei retrovirus e rappresenta un problema globale da oltre tre decenni.4,5

L’HIV può essere trasmesso per contatto sessuale, attraverso sangue ed emoderivati contaminati, o dalla madre infetta al bambino prima, durante e dopo la nascita.6

L’antigene p24 dell’HIV nei campioni di sangue prelevati da pazienti con infezione recente può essere rilevato già a 2‑3 settimane dall’infezione.7,8 Gli anticorpi anti‑HIV sono rilevabili nel siero a partire da circa 4 settimane dopo l’infezione.7,9

I test di HIV screening di quarta generazione sono utilizzati da tempo per rilevare l’infezione il piu precocemente possibile attraverso l’individuazione combinata dell’antigene p24 e degli anticorpi anti-HIV. La maggior parte dei test di screening di 4a generazione non permette una rilevazione differenziale antigene-anticorpo, non identificando quindi quale delle due sia la causa della reattività.1

Con il test Elecsys® HIV Duo, l’antigene p24 dell’HIV 1 (HIV Ag) nonché gli anticorpi anti‑HIV 1 e anti‑HIV 2 (anti‑HIV) possono essere rilevati parallelamente eseguendo due determinazioni separate. Successivamente, in base a queste determinazioni, il risultato principale del test Elecsys® HIV Duo viene calcolato automaticamente dall’analizzatore. I risultati subordinati, HIV Ag e anti‑HIV, possono essere impiegati per coadiuvare la selezione dell’algoritmo di conferma per i campioni reattivi.

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Step 1 (9 minuti)

Per la determinazione dell’HIV Ag 30 μL di campione reagiscono con anticorpi monoclonali biotinilati anti‑p24 e anticorpi monoclonali anti‑p24, marcati con un complesso di rutenio, formando un complesso sandwich. Per la determinazione dell’anti‑HIV, 30 μL di campione reagiscono con antigeni/peptidi ricombinanti biotinilati specifici dell’HIV e antigeni/peptidi ricombinanti specifici dell’HIV, marcati con un complesso di rutenio, formando un complesso sandwich.
Le incubazioni vengono eseguite parallelamente in coppette separate.

Step 2 (9 minuti)

Dopo l’aggiunta di microparticelle rivestite di streptavidina, il complesso si lega alla fase solida mediante l’interazione biotina-streptavidina.

Step 3 (misurazione)

La miscela di reazione viene aspirata nella cella di misura dove le microparticelle vengono attratte magneticamente alla superficie dell’elettrodo. Successivamente si eliminano le sostanze non legate impiegando ProCell II M. Applicando una tensione all’elettrodo, si induce l’emissione chemiluminescente che viene misurata mediante il fotomoltiplicatore.

Tempo di esecuzione 18 minuti
Principio del test Sandwich a doppio anticorpo e sandwich a doppio antigene per la rilevazione, rispettivamente, di antigene e anticorpo
Calibrazione Calibrazione individuale (per HIV antigene e anticorpi anti-HIV) su 2 punti
Calcolo e interpretazione dei risultati HIV Ag
COI < 1.0 = negativo per HIV-1 Ag
COI > 1.0 = reattivo nel modulo HIV Ag

Anti-HIV
COI < 1.0 = negativo per anticorpi anti-HIV
COI > 1.0 = reattivo nel modulo anti-HIV

Risultato principale di HIV DUO
Il risultato principale viene calcolato automaticamente sulla base dei sottorisultati HIV Ag e Anti-HIV (AHIV) COI:
HIVDUO COI < 1.0 = non-reattivo
HIVDUO COI > 1.0 = reattivo
Tracciabilità Siero prelevato con provette standard per prelievi di campioni o con provette contenenti gel di separazione. Plasma con litio eparina, sodio eparina, K2‑EDTA, K3‑EDTA, ACD, CPD, CP2D, CPDA e citrato di sodio. Provette per plasma con litio eparina, K2‑EDTA e K3‑EDTA che contengono gel di separazione.
Tipo di campione Donatori di sangue: 99.88 % (n = 7,343)
Campioni di routine quotidiana, pazienti in dialisi e donne in stato di gravidanza non selezionati: 99.81 % (95% CI: 99,47– 99,90) (n = 4,103) 
Volume del campione 60 μL (2x30 μL)
Sistema cobas e 801
cobas e flow Ripetizione in duplicato dei campioni inizialmente reattivi (Opzionale)
Precisione intermedia CV: 1.5 – 5.9 %
Sensibilità clinica 100 % (n=1.447 campioni di pazienti; HIV-1 gruppo M sottotipi A-K, CRFs (forme ricombinanti circolanti) e gruppo O n=202 campioni di pazienti; HIV-2 n=50 campioni di pazienti positivi solo per HIV antigene)
Specificità clinica 99.87 % (n=13.330 donatori di sangue)
99.92 % 2.368 campioni della routine diagnostica (comprese donne incinta e pazientiin dialisi) 
Sensibilità analitica ≤1 IU/mL, WHO (Standard Internazionale dell’OMS) per l’antigene p24 dell’HIV 1, codice 90/636 dell’NIBSC (National Institute for Biological Standards and Control )

Elecsys® HIV Duo è un HIV screening test di 4a generazione avanzato, in grado di fornire risultati separati di rilevazione dell’HIV antigene e degli anticorpi-anti-HIV, cosi come il singolo risultato combinato.

Il test comporta diversi vantaggi rispetto ai tradizionali test di 4a generazione, non solo per il paziente, ma anche per il laboratorio e il clinico:

1. Elevata sensibilità all’antigene che permette una rilevazione precoce di un’infezione acuta

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2. Durata del test (18 minuti): uno dei test di 4a generazione più rapidi presenti sul mercato

Rilevazione separata HIV antigene e anticorpo3

  • I singoli reagenti cobas e pack (uno per l'individuazione dell'HIV Ag e uno per l'indivisuazione di anticporti anti-HIV)
  • Sotto-risultati individuali per HIV Ag e Anti-HIV
  • Il risultato combinato del test di screening viene calcolato automaticamente

3. Risultati di screening informativi aiutano nella decisione del metodo di conferma più appropriato. La rilevazione separata di HIV Ag / HIV Ab consente una efficiente conferma di una infezione acuta (campioni reattivi solo all’antigene)

Conferma di un'infezione acuta1

  • Il risultato al test di screening HIV di 4a generazione tradizionale non consente la differenziazione tra HIV Ag / HIV Ab, mentre i test di screening HIV di 4a generazione avanzati generano risultati distinti
  • La metodologia di conferma spesso mira a confermare solo la presenza degli anticorpi anti-HIV, ad esempio mediante immunoblot o test di 3a generazione. In caso di infezione acuta, questo darà risultati negativi, rendendo necessario un ulteriore test per confermare la presenza di componenti virali (antigene o PCR)
  • Questo ulteriore passaggio può essere evitato con test di screening di 4a generazione avanzati dal momento che l’eventuale reattività all’Ag permette un’immediata conferma di infezione acuta mediante test HIV Ag o PCR
  1. Alexander, T.S. (2016). Human Immunodeficiency Virus Diagnostic Testing: 30 Years of Evolution. Clinical and Vaccine Immunology; 23(4) p249-253.
  2. Performance Evaluation CE Elecsys HIV Duo su cobas e 801.
  3. Elecsys HIV Duo Method Sheet.
  4. Maartens, G., Celum, C., Lewin, S.R. (2014). HIV infection: epidemiology, pathogenesis, treatment, and prevention. Lancet. 384:258–71.
  5. Killian, M.S., Levy, J.A. (2011). HIV/AIDS: 30 years of progress and future challenges. Eur J Immunol. 41:3401–11.
  6. Shaw, G.M., Hunter, E. (2012). HIV transmission. Cold Spring Harb Perspect Med. 2:a006965.
  7. Fiebig, E.W., Wright, D.J., Rawal, B.D. et al. (2003). Dynamics of HIV viremia and antibody seroconversion in plasma donors: implications for diagnosis and staging of primary HIV infection. AIDS. 17:1871–9.
  8. Busch, M.P., Lee, L.L., Satten, G.A. et al. (1995). Time course of detection of viral and serologic markers preceding human immunodeficiency virus type 1 seroconversion: implications for screening of blood and tissue donors. Transfusion. 35:91–7.
  9. Guertler, L., Muehlbacher, A., Michl, U., et al. (1998). Reduction of the diagnostic window with a new combined p24 antigen and human immunodeficiency virus antibody screening assay. Journal of Virological Methods. 75:27-38.