In un'ora la diagnosi di infarto grazie al Test Roche Troponina T

Monza, 09 febbraio 2016

In un’ora la diagnosi di infarto grazie al test Roche troponina T

  • In Italia oltre 135.000 persone colpite da eventi coronarici, per un terzo di loro sono stati fatali
  • Il nuovo approccio riduce a solo un’ora il tempo per la diagnosi di infarto, consentendo di iniziare più velocemente la terapia e un miglior utilizzo delle risorse sanitarie

Di recente pubblicazione online sulla rivista Annals of Emergency Medicine2 i risultati dello studio clinico TRAPID-AMI1, che confermano un nuovo approccio per una diagnosi più rapida di infarto nei pazienti con dolore toracico acuto. Tale approccio è basato sul test Roche troponina T ad elevata sensibilità e può ridurre il tempo di osservazione necessario per diagnosticare o escludere un infarto da 3-6 ore a solo 1 ora. E’ risaputo che, in caso di infarto, una diagnosi veloce e affidabile costituisce un elemento critico poiché ogni ora che passa dall’insorgenza dei sintomi all’inizio della terapia incrementa il rischio di mortalità3.
In Italia si stima che in un anno oltre 135.000 individui siano stati colpiti da eventi coronarici (tra cui vi è l’Infarto Miocardico Acuto, IMA) e che, di questi, 45.000 siano stati eventi fatali7.

Proprio dall’Italia è arrivato un significativo contributo allo svolgimento dello studio TRAPID-AMI1, in cui sono stati coinvolti l’A.O.U. di Padova e l’Azienda Ospedaliera-Polo Universitario ‘Luigi Sacco’ di Milano.
“Lo studio riveste notevole importanza sia per la diagnosi di esclusione che di rapido riconoscimento dell’infarto miocardico acuto. Disporre di un marcatore biochimico come la Troponina T hs, in grado di escludere precocemente tale patologia, permette l’identificazione di eventuali diagnosi alternative, la rassicurazione dei pazienti e la dimissione in sicurezza. Per il Pronto Soccorso, l’algoritmo ad un’ora permette la riduzione dei tempi di attesa e di ricovero, ed uno snellimento dei percorsi di cura. Nei casi di positività, l’algoritmo accelerato permette di iniziare più tempestivamente la terapia medica o l’angioplastica coronarica ed assicurare migliori esiti di salute    , ha commentato il Prof. Mario Plebani, Direttore Dipartimento Strutturale Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedaliera -Università di Padova.

Ogni minuto conta

Un attacco di cuore è un evento cardiaco frequente durante il quale viene interrotto l’apporto di sangue ad un’area del muscolo cardiaco, causandone la morte delle cellule. L’immediato trattamento è essenziale poichè ogni 30 minuti di ritardo rispetto all’inizio della terapia nei pazienti con IMA incrementa il rischio di mortalità del 7.5%3. Secondo i dati provenienti dalle SDO (schede di dimissione ospedaliera) i ricoveri in Italia per infarto miocardico in un anno sono 125.0008 e la durata media della degenza è di circa 6 giorni.7,9 Si tratta quindi di una patologia con importanti ripercussioni sia sulle vite umane sia sul processo di presa in carico dei pazienti.

La troponina è una proteina del muscolo cardiaco, rilasciata nel circolo ematico durante un infarto miocardico. Una limitazione che presentavano le prime generazioni dei metodi su sangue disponibili era costituita dal tempo richiesto per rilevare il rilascio di troponina: a volte fino a sei ore, nel caso di metodi a più bassa sensibilità.
“L’introduzione dei metodi ad elevata sensibilità analitica ha cambiato il paradigma di gestione dell’IMA. Con i metodi dotati di più elevata sensibilità, come quello Roche Troponina T hs, analiticamente e clinicamente opportunamente validati, il biomarcatore può essere convenientemente utilizzato per anticipare la diagnosi anche in soggetti che si presentano con dolore toracico ad insorgenza precoce (come nello studio TRAPID-AMI). Inoltre, i dati in letteratura evidenziano che questa caratteristica di elevata sensibilità analitica può fare del marcatore anche un valido strumento prognostico per l’identificazione dei pazienti più a rischio di eventi cardiaci futuri” ha commentato il Prof. Mauro Panteghini, Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedaliera-Polo Universitario ‘Luigi Sacco’ e della Cattedra di Biochimica Clinica dell’Università degli Studi di Milano.

Una diagnosi precoce e il conseguente inizio del trattamento hanno un impatto significativo sull’outcome e potenzialmente possono salvare delle vite e ridurre i costi relativi sostenuti dai sistemi sanitari.

Un rapido approccio diagnostico è stato recentemente raccomandato dalle nuove linee guida della Società Europea di Cardiologia (2015 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes in patients presenting without persistent ST-segment elevation5), che suggeriscono l’impiego dell’algoritmo diagnostico a 1 ora per metodi per i quali tale algoritmo sia clinicamente validato, come nel caso della troponina T ad alta sensibilità attraverso lo studio TRAPID-AMI5.

Lo studio TRAPID-AMI

TRAPID-AMI è uno studio prospettico osservazionale supportato da Roche, in cui sono stati arruolati oltre 1.200 pazienti con dolore toracico acuto tra il 2011 e il 2014. Lo studio è stato condotto in dodici centri di nove Paesi differenti su tre continenti, ed è stato guidato dai Professori Christian Mueller, dell’Università di Basilea (Svizzera), e Bertil Lindahl, dell’Università di Uppsala (Svezia). E’ il primo studio clinico multicentrico che valida una procedura diagnostica accelerata, basata su due prelievi ematici effettuati a distanza di un’ora in pazienti che arrivano al Pronto Soccorso lamentando dolore toracico ad insorgenza precoce (max 6 ore dall’ammissione in ospedale). Questo nuovo approccio è stato proposto nel precedente studio APACE, ma su pazienti che presentavano un’insorgenza del dolore non così precoce6. I risultati dello studio TRAPID-AMI dimostrano che la nuova procedura diagnostica riduce il tempo necessario per diagnosticare un infarto da tre o più ore ad un’ora, consentendo ai professionisti della sanità di trattare la maggior parte dei pazienti molto prima, come raccomandato dalle nuove linee guida (2015 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes in patients presenting without persistent ST-segment elevation)5.

Il test Roche Troponina T cardiaca ad alta sensibilità

Il metodo Roche Troponina T ad alta sensibilità (cTnT-hs) rileva la presenza in circolo, già a concentrazioni molto basse, di troponina cardiaca, il biomarcatore di elezione per la diagnosi di infarto miocardico nella pratica clinica. In combinazione con l’elettrocardiogramma (ECG), il dosaggio della troponina è divenuto il gold standard per la diagnosi di infarto. L’elevata sensibilità del metodo Roche cTnT-hs insieme alla nuova procedura validata nello studio TRAPID-AMI accelera significativamente il processo decisionale relativo al “rule-in” (conferma) e “rule-out” (esclusione) dell’infarto, massimizzando così il potenziale di un trattamento efficace. Allo stesso tempo, un processo decisionale più veloce contribuisce alla migliore gestione del carico di lavoro in Pronto Soccorso e dei costi relativi sostenuti dai sistemi sanitari.

Il Gruppo Roche

Roche è un gruppo internazionale pionieristico nella farmaceutica e nella diagnostica dedicato al progresso della scienza per migliorare la vita delle persone.
Roche è la più grande azienda biotech al mondo con un portafoglio davvero diversificato di medicinali in oncologia, immunologia, malattie infettive e sistema nervoso centrale. Roche è anche leader mondiale nella diagnostica in vitro, nella diagnostica oncologica su tessuti ed è all’avanguardia nella gestione del diabete. L’unione degli elementi di forza della farmaceutica e della diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per lo specifico paziente nel miglior modo possibile.
Fondata nel 1896, Roche continua a ricercare migliori soluzioni per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie e dare un contributo sostenibile alla società. Ventinove farmaci sviluppati da Roche compaiono negli elenchi dei medicinali essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità tra cui farmaci oncologici, antimalarici e antibiotici salvavita. Roche è stato riconosciuto Gruppo Leader per la sostenibilità nel settore Farmaceutici, Biotecnologie & Scienze della Vita secondo gli Indici di Sostenibilità Dow Jones per sette anni consecutivi.

Il Gruppo Roche ha sede centrale a Basilea, in Svizzera, ed è attivo in oltre 100 paesi.
Nel 2015 il Gruppo Roche contava oltre 91.700 addetti nel mondo, ha investito 9,3 miliardi di franchi svizzeri in R&S e registrato un fatturato pari a 48,1 miliardi di franchi svizzeri. Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente controllata del Gruppo Roche. Roche è l'azionista di maggioranza di Chugai Pharmaceutical, Giappone. Ulteriori informazioni sul sito www.roche.com

Roche in Italia

Il Gruppo Roche è presente in Italia dal 1897. Oggi è attivo con le sue due competenze, quella farmaceutica rappresentata da Roche S.p.A. e quella Diagnostica, rappresentata da Roche Diagnostics S.p.A.

Roche Diagnostics S.p.A. – è leader della diagnostica in vitro, con un portafoglio prodotti unico. Grazie all'attività svolta da più di 500 collaboratori tra dipendenti ed agenti fornisce un ampissimo range di prodotti e servizi innovativi rivolti a ricercatori, medici, pazienti, ospedali e laboratori.

 

Tutti i marchi citati nel presente comunicato sono soggetti a tutela legale.

Bibliografia

  1. 1. Acronym for: Cardiac troponin T–hs (high sensitivity) assay for RAPID rule-out of Acute Myocardial Infarction
    2. Mueller, C. et al (2015) : Ann Emerg Med. 10.1016/j.annemergmed.2015.11.013
    http://www.annemergmed.com/article/S0196-0644(15)01501-2/fulltext.
    3. De Luca G. et al. (2004) : Circulation. 109(10) ;1223-5
    4. Mozaffarian D. et al. (2015). Circulation 131, e29-322
    5. Roffi M. et al (2015) : Eur Heart J. Aug 29 (epub ahead of print)
    6. Reichlin T. et al. (2012): Arch Int Med. 172(16):1211-8
    7. Perugini et al. Epidemiologia delle sindromi coronariche acute in Italia. G Ital Cardiol 2010;11(10):718-729
    8. Twerenbold, R. Reichlin, T., Mueller, C. (2010). Clinical application of sensitive cardiac troponin assays: potential and limitations. Biomarkers Med ; 4 (3), 395-401. Il numero riportato si riferisce a dati provenienti dalle SDO relative al periodo 2001-2005; in particolare il numero di ricoveri per infarto miocardico indicato è relativo all’anno 2004.
    9. Federazione Italiana di Cardiologia. Documento di Consenso: Sindromi coronariche acute senza sopralivellamento del tratto ST. G Ital Cardiol 2009; 10 (Suppl 1-6): 5S-24S.